26 febbraio 2010

Dai Pà!!

guardo mio figlio grande (Samu, 8)fare i compiti.
è bravo e ordinato.
usa la penna cancellabile ed è severissimo con se stesso; basta una lettera scritta male per cancellarla e riscriverla.
dentro di me - con amore - penso "capaci tutti!!" ad ogni errore una cancellatina e il quaderno è una meraviglia.
Samu continua, scrive, cancella, sbaglia e sorride, cancellatina e via. Che meraviglia! per lui la scuola è un gioco e ogni giorno spero che non venga mai il giorno della noia, dell'odio per i libri, che io ho avuto e - tutto sommato non gli auguro.
lo guardo e penso a me, ex scolaro monello e svogliato, di colpo diventato maestro di vita inflessibile ed esigente.
che brivido!
se i nostri figli sapessero da che pulpito arrivano le prediche e le regole, se sapessero da quali cuori pavidi arrivano le sicure indicazioni e le rotte da seguire, se solo intuissero da quali animi in tempesta provengono le richieste di ordine, applicazione, diligenza, ..... se solo lo intuissero il castello crollerebbe, i loro passi diverrebbero incerti, i loro occhi non saprebbero più chi guardare, dove guardare, quando guardare.

guardo mio figlio cancellare i suoi errori col dietro della penna e mi rendo conto che crescere un figlio è come scrivere a penna, penna bic, non cancellabile, di quelle che oltre al segno di inchiostro sul foglio lasciano anche un bel solco, che nemmeno il tempo potrà sbiadire. ogni segno fatto, è fatto. e i suoi occhi sono li, pronti, avidi, impazienti, a leggerlo decifrarlo, incamerarlo come una bibbia, come la voce della verità, come la spiegazione del mondo. indiscutibile, incontestabile (per ora).

sono giorni - questi di vacanza in montagna - di grandi pensieri relativi al mio progetto chiamiamolo così "Pedagogico". ho fogli sul tavolo che parlano dei corsi per neopapà che vorrò fare, con scalette, argomenti, materiale necessario, libri da leggere; e poi sono pieno di altri fogli sui quali cerco di razionalizzare il sito che farò, dove vorrò parlare di paternità, di genitorialità, di neopapà, di giàpapà, di separazione.
non vedo l'ora che tutti smammino a dormire per metterci gli occhi ed i pensieri sopra e concentrarmi sul progetto.
ahhhhhhhh finalmente solo con i miei pensieri, e fanculo a tutti i sensi di colpa verso il mio lavoro, al quale temo di sottrarre energie.
e fanculo anche a tutte le menate che mi faccio quando penso all'effetto che potrebbe fare ai miei figli se dovessero pensare mai che faccio "un altro lavoro".
a volte mi chiedo, sarebbe giusto?, che immagine di me darei loro? di incertezza? di instabilità? di disordine? di insicurezza?
a volte ripenso a che cosa accadrebbe se sapessero quanto poco solido e stabile è il loro papà, che loro immaginano come una colonna indistruttibile.

vabbè.

questi sono stati giorni dedicati a tempo pieno a loro. mai sono riuscito ad avere uno scambio di idee con mia moglie sul nuovo progetto.
ce lo eravamo promesso ma ogni discorso purtroppo è naufragato sul nascere, perchè interrotto da una domanda, un capriccio, un'esigenza.
"Papiiiiiii guarda che gol che ho fatto con Boriello sul DS" (il suo Nintendo malefico)
"Paaaaaaaappppppuuuuuuuuuusssssssss, vuoi colorare con me il drago di vioooola?"
niente. non c'è modo di parlare un po' di sto programma. e io friggo, ma è bello anche così.

ieri, tra un compito e l'altro, un capriccio e un tentativo di rissa tra i due babanetti, è arrivato un sms.
lo leggo a mia moglie "Ciao F., sulla mail troverai bozza del tuo sito".
dico, quasi tra me e me: "wow, non vedo l'ora di vederlo".

il piccolo (5) che sembrava occupatissimo a giocare, sbuca fuori e dice: "cosa Papuuuuuuusss? mi fai vedere anche a me?"
ed io strofinandogli il naso: "ma tu cosa ti impicci? cosa vuoi sapere delle mie cose?"
"guarda che lo so, è quella cosa per i papà"

guardo mia moglie attonito, poi chiedo al piccolo ridacchiando "e tu cosa ne sai?!"
"dai Pà, è il tuo lavoro, no?!"
rido (e tremo).
"Ale scusa, che lavoro fa papà?"
"Ahhh si, fai l'ufficio, ma anche questo vero?!".

Samuuuuuuuuu, mi passi la gommina per cancellareeeeeeee???

8 commenti:

Laura ha detto...

Perchè Federico pensi che avere una ltro lavoro, nato poi dalla passione, debba essere interpretato come segno di incertezza? Pancia e cuore non sempre vanno d'accordo e bravo è chi riesce a colmare le esigenze di tutte e due! Secondo me i tuoi figli potranno solo essere fieri di un papà che ancora insegue le passioni, i sogni senza abbandonare il contatto con la realtà, anzi senza schifare la realtà di tutti i giorni ma cercando di armonizzare tra loro tutti gli aspetti.
In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

E' la severità con cui ci poniamo domande e cerchiamo di trasformare i nostri dubbi in sorrisi e progetti a fare in modo che la penna Bic anche nei momenti in cui la grafia è tremula sia un segno d'arte e di vita. Non credi?
movida69

sara ha detto...

ciao, mi rendo conto che come approccio è un po' poco ortodosso ma ... ok, cominciamo dall'inizio: sono una laureata in psicologia evolutiva che segue il tuo blog da diverso tempo ma che, per pudore, non è mai intervenuta.
ora visto che sto facendo un corso molto bello riguardo le rappresentazioni materne e paterne del bambino in arrivo/del bambino nato e sto approfondendo molto l'utilizzo che si fa (per ora più per le madri) di alcune strumenti di valutazione per la qualità di queste rappresentazione e della loro importanza per lo sviluppo del bambino ... (sai hai presente Stern, Bowlbym Fonagy) insomma, vabbè, mi chiedevo: ne hai mai sentito parlare? pensi che ti interesserebbe del materiale su questa roba (IRPAG;IRMAG;IRMAN?)

il tuo progetto è bello, intelligente, necessario: se ti interessano (perchè magari prevedi all'interno del progetto dei colloqui conoscitivi) un po' di info su questo materiale fammi sapere sulla mia email. contribuisco volentieri con le mie scarse conoscenze, sono strumenti recentissimi.

sara

ROSCO ha detto...

sara, mi interessa molto.
in realtà il mio corso sarà meno tecnico e più basato sulla riflessione - da una parte- e su nozioni pratiche dall'altra.
però la materia mi interessa se hai qualcosa girami un link.
grazie.

FrecciaDiCupido ha detto...

I bambini vedono i genitori come eroi finchè non crescono e realizzano che sono umani, non indistruttibili.

Ma è anche questo il bello di essere bambini.

Micol ha detto...

Tutte le parole sullo stare accanto al proprio figlio mentre studia o fa i compiti le condivido.
Ogni giorno guardo mia figlia fare i compiti, sento la mia voce che parla, fa raccomandazioni, si arrabbia se le cose non vengono fatte come credo sia in grado di svolgerle e poi rivolgo l'attenzione su ciò che ero io alla sua età.
Non ero neanche un granello come lei, ma svogliata nello studio.
Lei ha me, io non avevo nessuno. Ma questa è un'alibi.

P.s: perché cancellare le parole di tuo figlio sul lavoro? Ca bene così poi capiranno!

Architeuthis ha detto...

Sei sicuro che quando leggeranno quanto hai scritto - e avverrà presto - saranno fieri del loro papà?

ROSCO ha detto...

per Architueuthis:
io sono sicuro di pochissime cose, ma perchè mai quanto ho scritto dovrebbe dispiacer loro?

rosco